Ci sarà mai una sveglia a Sarno?

LA LETTERA - riceviamo e pubblichiamo


Egregio Direttore, qualche giorno fa, in un incontro occasionale con alcuni amici di vecchia data, è stata evidenziatala catastrofica situazione del nostro paese Sarno. Uno in particolare, Fulvio Montuori, evidenziava come fosse restato traumatizzato nel percorrere via Umberto I, via Laudisio, via Fabbricatore e via De Liguori. Queste strade, a suo dire, rappresentavano un segnale di morte. Mi ricordai subito che qualche tempo fa ho avuto modo di rilevare lo stesso fenomeno etichettandolo come desertificazione del tessuto sociale del territorio. E perché queste osservazioni non restino solo mere astrazioni verbali e un esercizio accademico, voglio cogliere l’occasione per suggerire all’Amministrazione Comunale (si fa per dire!) qualche proposta per cercare di sollevare e superare lo stato di decadenza in cui Sarno si presenta. Per il centro storico bisogna redigere un piano del colore e di restauro conservativo anche con il coinvolgimento dei molti architetti di Sarno. E’ possibile utilizzare le provvidenze dei Fondi Europei, come per esempio il piano “Urban” o quelle delle successive leggi, tipo «Sirena» a Napoli città. Inoltre, c’è la necessità di coinvolgere i proprietari e tutte le organizzazioni di categoria del Commercio, dell’Artigianato e dell’Agricoltura per realizzare locali che, restaurati, possono essere compatibili per riavviare una capillare economia. Si potrebbero, così, creare botteghescuole per i più svariati mestieri, specie per quelli che per il passato hanno avuto in validi artigiani esempi di laboriosità e bravura (ebanista, calzolaio, fabbro ed altri). Non bisogna trincerarsi dietro la carenza di risorse economiche per rinvangare il «nonsipotismo» dimaniera. Per tutti coloro che dovessero avere il coraggio di impegnarsi al rilancio, si dovrebbero prevedere benefici vari e sfruttare le varie leggi regionali di incentivazione all’imprenditoria giovanile, specie quella femminile, con il supporto di uno specifico settore dell’apparato amministrativo comunale, che potrebbe fungere da “Sportello”. Non vorrei dilungarmi, ma quello che ho indicato potrebbe rappresentare l’embrione per iniziare. C’è volontà? Tutto il patrimonio urbanistico di Sarno, anche per questo, si è depauperato, ma continua ad essere gravato, comunque, dagli oneri fiscali e tributari. Bisogna assolutamente reagire e non lasciare il paese in una landa deserta.Le provvidenze di legge dovrebbero essere immediate e concrete, così da convincere tutti i cittadini che ogni iniziativa non è un’avventura, ma, se di pregio, è una occasione per incentivare la vita sociale dell’intero territorio e tracciare una via di progresso. Gaetano D’Ambrosio


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